Cosa non manca mai sulla tavola di un italiano, ancor di più se marchigiano?

Che sia pranzo, cena, aperitivo, antipasto o fine pasto, i salumi sono, per la maggior parte delle persone, una difficile rinuncia. Secondo l’indagine Inran/Scai (oggi Crea) gli italiani consumano ogni settimana 190 g di carne trasformata. Tanto? Poco? Vediamo innanzitutto di capire di cosa stiamo parlando. Per “carni trasformate” si intendono i salumi di qualsiasi tipo (insaccati e non), i wurstel, le salsicce fresche, la carne salata e affumicata e così via, indipendentemente dal tipo di trattamento subito.

Queste carni contengono una buona quantità di proteine ma anche una percentuale non irrilevante di sostanze che, se ingerite in dosi eccessive, possono provocare un aumento di colesterolo, dei livelli di insulina nel sangue, della pressione sanguigna e infiammazione del tratto intestinale, aumentando, quindi, il rischio di alcune patologie. Per ragioni di conservazione, richiedono elevate quantità sia di sale, sia di nitrati e nitriti e, oltre ad essere alimenti ricchi in grassi saturi, subiscono lavorazioni che potrebbero portare alla formazione di sostanze dannose. Per questo motivo sono state messe sotto accusa dallo IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, organismo parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che li ha inseriti tra i “potenziali cancerogeni”. [Utilizzo il condizionale perché quando si parla di correlazioni scientifiche non ci sono dati di causa-effetto ma si ragiona in termini di aumento di probabilità.]

Tornando ai dati di prima, il consumo degli italiani è eccessivo? Un po’ superiore a quello raccomandato. Secondo le Linee Guida, infatti, la porzione adeguata di salumi è pari a 50g per non più di 2 volte a settimana; vale a dire non superiore ai 100g settimanali, come secondo piatto o come spuntino. Perché diventa eccessivo? Perché, spesso, vengono utilizzati come “di più”: mentre si aspetta la cena, a fine pasto per finire il pezzetto di pane avanzato, come “spezza-fame” quotidiano, insieme ai formaggi, come aperitivo accompagnati da un buon bicchiere di vino. Ed ecco che “è la dose che fa il veleno”!

I salumi non devono essere eliminati ma è importante essere consapevoli di cosa sono e qual è la giusta frequenza di consumo perché è solo così che possiamo mangiarli senza rischi e paranoie, apprezzandone il gusto e i nutrienti importanti. Non serve categorizzare gli alimenti in “buoni e cattivi” ma allargare la visione della nostra alimentazione. Infatti, ci focalizziamo sempre troppo sul singolo invece che guardare il totale, ma (per fortuna) l’alimentazione è un equilibrio, fatto di tanti fattori. Perciò, educhiamo la quotidianità ad uno stile di vita corretto (totale)… così finalmente anche il Ciauscolo (singolo) troverà il suo posto!

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