La sua praticità è sicuramente indiscussa. Già tagliata, già lavata, pronta per essere consumata.

È sicuramente la soluzione migliore per tanti pasti, soprattutto per chi è sempre fuori casa e non ha tempo di cucinare o per chi porta con sé il pranzo a lavoro, preparando velocemente la propria schiscetta. Eppure, qualche dubbio sorge sempre. Non è per caso che anche qui, dietro alla facilità, sinasconde qualche tranello?

Nessun tranello, l’insalata in busta è sicuramente diversa dalla verdura fresca ma questo non significa che sia meno sicura. Viene lavorata appena raccolta, sminuzzata e sottoposta ad un lavaggio industriale, sicuramente più aggressivo di quello casalingo. Dopo di che, viene confezionata in atmosfera modificata, per ridurre la quantità di ossigeno all’interno della busta così da evitare reazioni con i vari elementi nutritivi e aumentare la durabilità del prodotto.

Il processo di lavorazione può alterarne po’ la composizione, causando la perdita di alcune vitamine idrosolubili e sensibili all’ossigeno, come la vitamina C, la vitamina B e i folati. Ma l’insalata in busta non è ricca di conservanti, né pericolosa.

Ovviamente, per evitare problemi è fondamentale che vengano rispettate delle indicazioni sia in fase di preparazione, sia in fase di conservazione e consumo. Va, infatti, ricordato che si tratta di un alimento molto delicato, per il quale è necessario mantenere sempre la catena del freddo, anche dopo l’acquisto. È importante rispettare la data di scadenza per evitare l’alterazione delle caratteristiche organolettiche e la proliferazione batterica ed è sempre bene, prima del consumo, controllare:

– che la confezione sia sigillata e in particolare che non vi siano foglie lungo le linee di saldatura (in tal caso, la confezione potrebbe perdere facilmente l’ermeticità);
– che non ci siano troppe goccioline di umidità nella busta (l’umidità crea un ambiente favorevole alla crescita batterica)
– che le foglie stesse non abbiano subito alterazioni nel colore, nella consistenza e nell’odore.

Dal 2015 è in vigore una nuova normativa che aumenta la sicurezza dei prodotti nelle fasi di produzione, confezionamento e commercializzazione. Tutto ciò che arriva sulla nostra tavola è sottoposto a dei minuziosi controlli igienico-sanitari.

Di certo i vantaggi di consumare verdura fresca sono molti di più, ma se questo non è possibile però, perché privarsene del tutto?

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