Il termine “dieta Mediterranea” è nato negli anni ‘50 grazie al professore americano Ancel Benjamin Keys. Egli osservò che la salute cardiovascolare dei popoli mediterranei era migliore di quella di altri paesi e dimostrò che i responsabili di questi benefici erano la loro alimentazione e il loro stile di vita.
Le radici storiche di tale tradizione derivano della fusione delle culture di due grandi civiltà del passato, gli Etruschi (in Toscana e in parte del Lazio e dell’Umbria) e i Greci (nell’area geografica dell’Italia meridionale
denominata Magna Grecia). Per questo motivo la dieta Mediterranea come modello nutrizionale non trova la sua ispirazione solo nei modelli alimentari italiani ma in tutti i paesi del bacino del Mediterraneo, tra cui
Grecia, Spagna e Marocco.
La dieta mediterranea tradizionale è caratterizzata da un’abbondanza di alimenti di origine vegetale come pane, pasta, orzo, farro, riso e altri cereali, verdure, insalate, legumi, frutta fresca e secca; un moderato
consumo di alimenti di origine animale come pesce, carne bianca, latticini e uova; modeste quantità di carne rossa e l’utilizzo di olio extra vergine di oliva come fonte primaria di grassi.
Un’importante caratteristica degli alimenti tipici della dieta Mediterranea consiste nell’essere adatti alla preparazione di piatti unici, capaci di assicurare da soli tutti i nutrienti che normalmente vengono forniti da un “primo” e da un “secondo” piatto consumati separatamente. Esempi di questo tipo sono pasta con legumi, paste asciutte con carne, pesce o formaggio, minestroni o zuppe di cereali con verdura olio e formaggio grattugiato, pizza napoletana farcita con mozzarella e/o alici, ecc. Nella versione originale la dieta Mediterranea faceva uso solo di ciò che il territorio poteva donare, dall’agricoltura agli allevamenti, garantendo la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali delle comunità del Mediterraneo.

Tuttavia, nel tempo si è assistito al passaggio ad una nuova cucina che, seppur mantenendo piatti tipici con gli stessi ingredienti caratteristici, ha cambiato il modo in cui questi vengono preparati, conditi e cucinati oltre ad introdurre ricette importate da altri paese. Per questo motivo alcuni dei piatti oggi caratteristici della cucina italiana non rispondono più ai requisiti di base della dieta Mediterranea. Basti pensare a piatti come la lasagna, le paste ripiene, molte preparazioni a base di carni e di vegetali che prevedono abbondante uso di condimenti e fritture. Piatti che, seppur buonissimi e che non devono essere assolutamente demonizzati, non hanno più la stessa valenza salutistica.

Gli effetti benefici della Dieta Mediterranea sulla salute dell’organismo sono da tempo confermati da numerose evidenze scientifiche. Se pensiamo alla varietà di prodotti proposti dal nostro paese, alle tradizioni e alle ricette, non è forse un peccato perdere una delle peculiarità che più ci caratterizza e che potrebbe essere la prima arma di prevenzione per la nostra salute? Secondo me, vale la pena trovare il giusto modo di far convivere salute e contemporaneità.

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