Sento e leggo spesso questa frase: “non mangiare nulla che tua nonna non riconoscerebbe come cibo”. Sono sicura che cadrebbe a pennello anche per quanto riguarda la Quinoa, un alimento che negli ultimi tempi è diventato una presenza familiare nelle nostre tavole ma che di certo non è tipico della nostra cultura. Le nostre nonne non lo conoscono, ma facciamo bene a seguire questo principio e a non mangiarla?

La quinoa (si pronuncia kinoa), coltivata da millenni in Centro e Sud America, è un alimento fondamentale nella dieta delle popolazioni andine. È considerata uno pseudocereale poiché non appartiene alla famiglia delle Graminacee come gli altri cereali ma a quella delle Chenopodiacee, la stessa di spinaci e barbabietole. Nonostante questo, è molto ricca di amido e viene utilizzata per la preparazione di farine lavorabili proprio come gli altri.

La particolarità della quinoa è data dalla sua composizione. Infatti, rispetto ai cereali più diffusi, come mais, frumento e riso, il contenuto proteico è più alto e le proteine hanno un più elevato valore biologico perché contengono tutti gli amminoacidi essenziali, cioè sostanze (i mattoncini che costituiscono le proteine) che il nostro corpo non è in grado di produrre da sé e che quindi devono per forza essere introdotte con l’alimentazione. A differenza di cereali e legumi, che spesso devono essere consumati insieme o abbinati ad altri alimenti per far sì che si possa formare un alimento completo, la quinoa può arrivare, da sola, a coprire in maniera bilanciata il fabbisogno proteico di adulti e bambini. È praticamente una sorgente proteica completa. Inoltre, tra le proteine sono assenti le prolamine, il gruppo cui appartiene il glutine: per questo motivo è ideale per una dieta priva di glutine. I grassi, molto abbondanti rispetto agli altri cereali, sono principalmente caratterizzati da acidi grassi buoni. È ricca di fibra ed è una buona fonte di sali minerali (magnesio, zinco, ferro e calcio); di vitamine (acido folico, vitamina E, vitamine del gruppo B).

Il profilo nutrizionale della quinoa è così ricco e particolare da farla considerare un vero e proprio super cibo o, più tecnicamente, un cibo funzionale naturalmente ricco di principi nutritivi e con proprietà benefiche e protettive per la salute. Tanto che la FAO – che nel 2013 ha indetto l’anno internazionale della quinoa – spinge per favorirne la diffusione anche in zone povere, in cui la sicurezza alimentare (in termini di accesso qualitativo e quantitativo al cibo) non è garantita.

In cucina è molto versatile e i suoi possibili usi sono simili a quelli del riso, con il punto a favore di cuocere molto rapidamente: sono sufficienti, infatti, circa 15 minuti per una parte di quinoa e due parti di acqua. È sempre bene preferire i chicchi ai prodotti già pronti ed abbinarli a delle verdure per degli ottimi primi piatti, aggiungerli alle zuppe invernali o alle fresche insalate estive. Anche a la colazione, può essere utilizzata in dolci, porridge o semplicemente abbinata a della frutta fresca. Ne escono dei pasti bilanciati, molto sazianti e davvero buoni.

Insomma, un prodotto che ci offre un’ottima occasione per espandere i nostri orizzonti alimentari, andando ad includere cibi che non sono soltanto gustosi, ma anche nutrienti e benefici per la nostra salute e che anche le nostre nonne possono approvare.

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