Raggiunta la consapevolezza che le bevande zuccherate sono responsabili dell’aumento di alcune patologie metaboliche (come sovrappeso, diabete ed obesità), la maggior parte delle aziende produttrici hanno iniziato a sviluppare bevande light o a “zero calorie” sostituendo gli zuccheri semplici (glucosio, fruttosio, saccarosio) con zuccheri artificiali. Questi ultimi hanno un maggior potere edulcorante, un basso indice glicemico e un apporto calorico molto basso.

A primo impatto sembrerebbero la soluzione perfetta: bevande dolci, senza calorie e controindicazioni. Ma dato che ormai sappiamo che non è tutto oro ciò che luccica, la domanda viene spontanea: possono davvero essere considerate una scelta sicura e salutare? Un parere univoco non è stato ancora raggiunto e i dati scientifici sono ancora molto contrastanti. Inoltre, per mancanza di evidenze particolari, non ci sono distinzioni tra i vari dolcificanti.

A loro favore, c’è sicuramente l’attenuante che non fanno aumentare di peso né che aumentano i livelli di glicemia. Infatti, sono stati sviluppati come sostituti dello zucchero proprio per aiutare a ridurre la resistenza all’insulina e l’incidenza di obesità. Indubbiamente quindi, gli adulti che sono abituati a bere quantità elevate di bevande zuccherate possono in qualche modo trarne vantaggio se, per esempio, questo porta ad una riduzione importante degli zuccheri assunti. In altri casi, però, gli stessi dolcificanti hanno mostrato l’effetto esattamente opposto, diventando causa di un aumento di peso e una delle con-cause della cosiddetta ‘fame nervosa’. Il motivo sembra attribuibile ad un’alterazione della flora batterica intestinale e ad una diminuzione del senso di sazietà̀, che porta a consumare a fine giornata un quantitativo di calorie maggiori con una più alta percentuale di zuccheri. Il sapore dolce della bevanda, infatti, sembrerebbe creare comunque una dipendenza verso la ricerca di zuccheri. Questo è ancora più evidente nei bambini, la cui finestra di crescita, li mette in una condizione molto più delicata.

Quindi bevande dolcificate sì o no?

Le conclusioni sono, come sempre, lasciate al buon senso. Appurato che per dissetarci dovremmo bere solamente acqua, da un punto di vista educativo è sbagliato focalizzare la scelta sulla bevanda “meno peggio”. Sono tutte bevande inutili, di cui il nostro organismo fa benissimo a meno. D’altra parte, se la nostra attenzione è focalizzata sullo stile alimentare globale, il singolo alimento non rappresenta mai un problema. Magari, prima di comprare prodotti light, rivalutiamo l’apporto calorico globale, cercando delle strategie per inserire lo zucchero in modo che non alteri la glicemia ma che plachi la fame e la “voglia”.

Abbiamo fisiologicamente bisogno di energia a rapido assorbimento, che non richieda troppi processi metabolici per essere utilizzata e che appaghi dal punto di vista del gusto. È molto meglio, quindi, imparare ad inserire lo zucchero in maniera equilibrata, piuttosto che evitarlo e sviluppare poi quel desiderio ossessivo e/o smanioso di alimenti ad alto contenuto calorico.

 

Bibliografia ed approfondimenti:

Pearlman M, Obert J, Casey L. The association between artificial sweeteners and obesity. Curr Gastroenterol Rep 2017; 19: 64.

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