Non vi è alcuna evidenza scientifica che l’uso del forno a microonde sia pericoloso. Eppure, viene definito spesso un elettrodomestico nocivo e poco adatto ad una cucina salutare. Come funziona?

Il forno a microonde scalda il cibo sfruttando l’interazione della materia (in particolare delle particelle di acqua e grassi contenute negli alimenti) con i campi elettromagnetici generati dall’apparecchio. Questo è possibile attraverso radiazioni a radiofrequenza, dotate di una bassa quantità di energia che non risultano né pericolose né nociveRispetto ai metodi di cottura classici (fornelli e forni elettrici o a gas), che scaldano per irraggiamento o conduzione partendo dall’esterno dell’alimento per arrivare all’interno, col microonde spesso cuoce prima la parte centrale, in particolare se è ricca di acqua o grassi, e solo successivamente quella esterna, più secca.
In alcuni casi, l’energia a microonde può non penetrare perfettamente in parti di cibo troppo spesse determinando una cottura non uniforme. Per questo motivo, il microonde può risultare meno efficace nell’eliminare eventuali batteri o tossine presenti in un cibo mal conservato. Tuttavia, basta far “riposare” l’alimento per diversi minuti dopo la cottura per consentire al calore di distribuirsi in tutto il cibo.

Da un punto di vista nutrizionale, il cibo cotto nel microonde ha lo stesso valore del cibo cotto in un forno tradizionale. Si possono perdere alcuni nutrienti rispetto all’alimento crudo. Ma è bene ricordare che il cibo cotto e scaldato è quasi sempre più povero di nutrienti, perché molte vitamine e proteine si denaturano col calore, a prescindere dal metodo utilizzato.

Insomma, il microonde non altera il cibo, semplicemente lo cuoce. E spesso può essere un salvavita per la preparazione di pasti veloci! 

 

Bibliografia ed approfondimenti:

World Health Organization (WHO). Electromagnetic fields & public health: microwave ovens

AIRC. – Scaldare il cibo col forno a microonde aumenta il rischio di cancro?

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