La storia del pane si perde nella notte dei tempi. Le prime testimonianze storiche della produzione e del consumo di pane lievitato risalgono al II millennio a.C. Il primo a scoprire la fermentazione della farina mescolata ad acqua, infatti, sembra sia stato il popolo egizio, che, dopo un’inondazione del Nilo che aveva bagnato le riserve dei granai, notò come un miscuglio di acqua e farina, lasciato per un po’ di tempo al caldo, aumentava di volume e, cotto insieme ad altro impasto fresco, produceva pani soffici e leggeri. I Greci, poi, al classico impasto di acqua e farina aggiunsero altri ingredienti, come latte, olio, miele, olive ed erbe aromatiche. I Romani diedero una grande spinta alle tecniche di impasto e cottura, allestendo dei veri e propri forni pubblici e dando inizio alla produzione del pane artigianale, la cosiddetta “arte bianca”, in passato tramandata di padre in figlio con tutti i suoi segreti e trucchi del mestiere gelosamente custoditi.

Se c’è un alimento che accomuna gran parte delle civiltà di tutto il mondo, quello è proprio il pane. Eppure, quando si parla di dieta, rimane uno dei cibi più discussi e temuti.

“Tu mangi pane?! Che tu sia a dieta o no, se vuoi mantenere sotto controllo il peso, non puoi mangiare il pane, soprattutto se bianco (uno dei quattro veleni insieme allo zucchero, al sale e al latte).”

Ma è davvero così? Fortunatamente no! Come ormai, diciamo da un po’ di tempo, un aumento di peso indesiderato non è mai dovuto ad un solo alimento, ma ad uno stile di vita disorganizzato portato avanti regolarmente nel tempo in cui l’introito di chilocalorie giornaliere è maggiore rispetto al fabbisogno reale. Può succedere mangiando troppo pane, come mangiando troppo frutta o troppa verdura. Certo, con i farinacei è più facile perché la tentazione è sicuramente maggiore ed è più difficile trattenersi, ma se non facciamo nostra l’idea che è più importante la somma del cibo consumato piuttosto che il singolo alimento, il rischio di mangiare troppo lo possiamo correre sempre.

In una dieta equilibrata, in cui le calorie giornaliere devono provenire per il 45-60% da carboidrati, il pane è un alimento fondamentale che non dovrebbe mai mancare. Esso è fonte di carboidrati, soprattutto amido; contiene anche una discreta quantità di proteine vegetali e, se non vengono aggiunti altri ingredienti come olio, strutto, burro e latte, ha pochi grassi. Perciò è un alimento estremamente semplice, che può e deve far parte della nostra quotidianità. Le linee guida per una sana alimentazione consigliano dalle tre alle cinque porzioni di cereali al giorno a seconda del proprio fabbisogno; ogni porzione di pane indicativamente dovrebbe essere di 50 grammi. Facendo attenzione alla quantità e alla qualità di ciò che mettiamo in tavola, possiamo sicuramente mangiare anche pane senza sensi di colpa.

Variando tra farine diverse (mix di multi-cereali o di farro, segale ecc.) e stadi di raffinazione (raffinato o integrale), inoltre, possiamo beneficiare di tanti nutrienti di cui ogni cereale è ricco.

Il pane ci offre energia, fibre, proteine, minerali, vitamine, oltre che pasti decisamente appaganti. Perché privarsene, sostituendolo con prodotti dalla qualità discutibile? Certo, magari è bene evitare di consumarlo nello stesso pasto insieme a pasta, pizza e patate!

 

Bibliografia ed approfondimenti:

Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN). Linee Guida per una sana alimentazione italiana

 

 

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