“Dottoressa, posso avere un giorno libero o, almeno, un pasto libero a settimana?”

Credo che questa sia una delle domande più frequenti alle quali mi trovo a dover rispondere. Il cosiddetto “sgarro”, il via libera alla giornata in cui lo schema rigido della dieta si mette da parte per dar spazio alla gola. Questa libertà può essere concessa? Manda in fumo tutto il sacrificio della settimana? In tutto questo c’è un inequivocabile errore e, credetemi, non è lo “sgarro” in sé.

Quando si sta a dieta, mantenere un regime rigido e senza eccezioni di sorta è sicuramente difficile. Tuttavia, se è sbagliato il pensiero con cui ci approcciamo alla dieta, purtroppo la soluzione non si trova nell’eccezione programmata. È un po’ come accantonare il problema. Riflettiamo. Se viviamo lo stare a dieta come se fossimo “in apnea”, nessuna dieta potrà mai andare a buon fine. Se per seguire un piano alimentare dobbiamo metterci i paraocchi quando siamo al ristorante, al bar o a casa per non guardare gli altri intorno mangiare ciò che noi non possiamo. Impossibile, prima o poi ci mancherà l’aria.

Credere di avere un pasto libero in cui concedersi ciò che si vuole può non essere una soluzione sbagliata in sé per sé, probabilmente nel bilancio settimanale non incide nemmeno molto sulla perdita del peso se negli altri giorni siamo ligi al dovere e, sicuramente, allontana qualche senso di colpa. Tuttavia, se ci pensiamo, è un po’ come curare un sintomo senza andare a fondo nella diagnosi. Sapendo di aver la “boccata d’aria” nel fine settimana difficilmente migliorerà il nostro rapporto con il cibo. Continueremo infatti a trattenere il respiro e sentirci costretti durante gli altri giorni e a classificare gli alimenti in buoni e cattivi. E ovviamente questo, a lungo andare, non farà altro che aumentare la repulsione verso la parola “dieta”. Oltretutto, se etichettiamo certi alimenti come off-limits in quanto esclusi dallo schema alimentare, quando ci diamo la possibilità di mangiarli durante lo “sgarro”, va a finire che ne mangiamo anche più del necessario, percependo quella come “l’unica occasione” per farlo.

Il risultato più auspicabile quando si inizia una dieta non è solo quello di raggiungere gli obiettivi prefissati ma anche di mantenerli nel tempo. E questo è possibile solo se, in modo sereno, quella dieta diventa parte del nostro stile di vita. Ciò che è più importante, quindi, è piuttosto raggiungere un equilibrio, in cui magari quell’alimento che tanto desideriamo trova il suo posto nella dieta nelle giuste quantità e nei giusti tempi. Non serve a nulla privarsene per principio il martedì perché si è a dieta, ma avere l’appuntamento fisso il sabato perché si è in pausa. È molto più importante vivere serenamente tutta la settimana, magari concedendosi un gelato in più se ne sentiamo il bisogno o la pizza il sabato sera quando c’è l’uscita in compagnia. È l’abitudine che fa la differenza, non l’atto singolo in sé. 

Mangiare è sicuramente un piacere, ma mangiare bene lo è ancora di più e questo non significa mangiare cose diverse, ma mangiare le stesse cose in modo consapevole. Più che aspettare l’incontro fisso con la tentazione diamoci la possibilità di ascoltare il nostro corpo a volte, senza sensi di colpa. I bambini sono maestri in questo: non basta dire di no per allontanare da loro la voglia di cioccolata… ma la soluzione non è nemmeno farne indigestione!

 

Bibliografia ed approfondimenti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4237876/

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