Quanta verità! Eppure, quante volte ci capita di saltare i pasti, convinti oltretutto che possa essere un buon modo per perdere peso?
 
In realtà, quello che accade quando priviamo l’organismo di calorie e nutrienti essenziali, senza un preciso controllo medico, è esattamente l’opposto: il corpo, privato di cibo, va in allerta percependo una condizione di digiuno e, di conseguenza, rallenta il dimagrimento.


E allora quanto dobbiamo mangiare?


Direi “il giusto”; sembra una risposta semplicistica ma in realtà è esattamente così. Né troppo, né troppo poco, ma quanto il nostro corpo ci richiede in base alle sue esigenze. La quantità di calorie giornaliere che devono essere introdotte viene definita “fabbisogno calorico” ed è calcolata sulla base di alcuni parametri personali come l’età, il sesso, il peso (attuale o da raggiungere in caso di sovrappeso), l’altezza e lo stile di vita. Ognuno di noi, quindi, ha un proprio fabbisogno calorico, in altre parole una precisa quantità di chilocalorie da introdurre. Ridurlo eccessivamente con diete troppo rigide, non solo non aiuta la perdita di peso, ma è anche controproducente. Infatti, il nostro corpo non adattandosi al nuovo regime alimentare, percepirà una condizione di digiuno e tenderà a conservare la massa grassa che rappresenta la sua riserva energetica.
Questa è una risposta molto importante dal punto di vista evolutivo perché serve ad assicurare la sopravvivenza ed è quella che ci ha permesso di resistere in tempi di carestia. Ciò che accade quando si riduce eccessivamente l’introito calorico è che la massa grassa rimane intatta e l’unica perdita di peso che si osserva è a carico della massa muscolare; a questo segue un rallentamento del metabolismo ed un blocco della perdita di peso. Perciò è estremamente importante introdurre la giusta quantità di energia, così come è importante distribuirla correttamente nell’arco della giornata, senza lasciar passare troppo tempo tra un pasto e l’altro.
Quando si salta un pasto, infatti, avviene un fisiologico calo di zuccheri nel sangue, con due conseguenze importanti: in primo luogo, il cervello è spinto a desiderare cibo, con un senso irrefrenabile di fame, e in secondo luogo, ciò che aumenta è il desiderio eccessivo di carboidrati e cibi ipercalorici per riportare gli zuccheri a valori normali.
Perciò, dopo aver saltato un pasto, non solo si arriva più affamati a quello successivo, ma si ha la tendenza ad abbuffarsi di cibo spazzatura. Seguire una dieta equilibrata in termini di quantità e qualità di nutrienti, invece, permette di mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue, favorendo, laddove si voglia, una corretta perdita di peso.

Non dobbiamo, quindi, concentrarsi solo su quanto mangiamo, ma piuttosto essere consapevoli di quale sia il giusto modo di nutrirci. La dieta infatti non è restrizione, ma stile di vita!

 

Bibliografia ed approfondimenti:

Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN). Linee Guida per una sana alimentazione italiana

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