Ovviamente non esiste una dieta per il SARS-CoV-2, così come non esiste alcuna dieta per combattere altre condizioni virali. L’idea che alcuni alimenti e/o molecole possano potenziare il sistema immunitario mette radici molto lontano, e ri-compare ogni volta che ci troviamo a dover fronteggiare una qualche infezione; sia a causa di interessi economici, sia, purtroppo, di una non efficiente comunicazione scientifica. Siamo bombardati da continue informazioni che ci portano a pensare che le difese immunitarie possano essere potenziate al bisogno con i singoli alimenti o con integratori, ma questo, in realtà, è un messaggio molto fuorviante.

Il sistema immunitario è un sistema molto complesso che (in alcuni casi potremmo aggiungere per fortuna), non può essere spento o accesso così facilmente. Il concetto di aumentare l’immunità, se ci pensiamo, ha scientificamente poco senso, dal momento che il sistema immunitario è costituito da un insieme di cellule e molecole le cui funzioni e interconnessioni sono molto complesse e diverse fra loro. E poi, precisamente, cosa intendiamo per aumentare l’immunità?

Aumentare il numero di cellule nel corpo o la quantità di anticorpi potrebbe non essere necessariamente positivo: le allergie, per esempio, sono legate ad un’alta produzione di anticorpi verso antigeni che non hanno, di per sé, un effetto tossico per l’organismo, ma è proprio questa iper-attivazione a determinare un effetto nocivo.

 

Non facciamo confusione.

 

Vi sono alcune prove che varie deficienze di micronutrienti – ad esempio, carenze di zinco, selenio, ferro, rame, acido folico e vitamine A, B6, C ed E – alterano le risposte immunitarie. Non è quindi falso asserire che i componenti contenuti in molti integratori possano essere importanti per il sistema immunitario, ma è falso dichiarare che assunti in aggiunta (peggio in sostituzione) ad una dieta equilibrata miglioreranno l’efficienza immunitaria, soprattutto nell’immediato. Questo perché dimostrare che una sostanza possa migliorare l’immunità è, ancora, una questione molto molto complicata.

Allo stato delle conoscenze attuali, le cinque porzioni di frutta e verdura, consigliate dalle Linee Guida per una Sana Alimentazione, sono il modo migliore per garantire il fabbisogno di tutti i nutrienti. Mentre, per gli integratori commerciali c’è ancora un dibattito decisamente acceso, soprattutto perché il più delle volte vengono proposti semplicemente per correggere in modo facile, ma non adeguato, stili di vita non corretti.

 

Gli alimenti sono farmaci?

 

Un’altra riflessione importante da fare è che quando siamo difronte ad una condizione patologica, pensare che un alimento possa essere utile in termini terapeutici, significa attribuire alla nutrizione un ruolo che non ha e che è oltretutto pericoloso, cioè quello farmacologico. Gli alimenti sono degli elementi con i quali, a seconda dei componenti, si può costruire un’alimentazione corretta che, se protratta nel tempo e se associata ad uno stile di vita sano, può mettere l’organismo in grado di prevenire meglio e/o contrastare diverse condizioni patologiche.

Vi riporto un piccolo paragrafo delle linee guida per una sana alimentazione:

 

 “l’attenzione specifica alle singole molecole tende a “farmacologizzare” la nutrizione e a spingere il consumatore a cercare negli integratori rimedi facili, spesso inutili e potenzialmente dannosi. Dobbiamo invece sempre ricordare che non esiste ne può esistere allo stato attuale delle conoscenze, un nutriente o un componente che da solo, al di fuori di una dieta corretta, sia in grado di rallentare l’invecchiamento, di proteggere dai radicali liberi, dalle malattie cardiovascolari o dal cancro.” [aggiungiamo per completezza le malattie virali]

 

Quindi? 

 

Per ora, non ci sono legami diretti scientificamente provati tra le scelte alimentari e una funzione immunitaria potenziata. Quello che siamo in grado di dire con certezza è che ogni parte del corpo, incluso il sistema immunitario, funziona meglio se protetto da aggressioni ambientali e sostenuto da strategie di vita sana come: non fumare, consumare regolarmente frutta e verdura, fare esercizio fisico, dormire a sufficienza, lavare spesso le mani e così via.

Immaginiamoci il nostro organismo come un atleta: un atleta allenato sarà sempre pronto a fronteggiare una gara; una persona non allenata, invece, di fronte ad uno “sforzo” improvviso, sarà in grado di rispondere allo stesso modo, malgrado i migliori rimedi dell’ultimo minuto?

 

È l’allenamento che fa la differenza e, nel nostro caso, la quotidianità.

 

Purtroppo, troppo spesso ci dimentichiamo che parlare di dieta significa parlare di alimentazione nel suo complesso, non di singoli alimenti e che è l’insieme di tante buone abitudini quotidiane ad avere effetti benefici sulla nostra salute, prima di tutto in termini di prevenzione e poi anche di supporto a particolari condizioni.

Nonostante, si trovino tantissime notizie che legano gli alimenti alle difese immunitarie (quasi, appunto, in termini farmacologici), non dimentichiamoci che ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica che permetta di valutarli singolarmente e non legati alla dieta nella sua interezza. Ricordiamocelo sempre, ma in particolare in condizioni delicate come quella che stiamo vivendo in questo momento con il SARS-CoV-2. Altrimenti, sarà fin troppo semplice cadere in qualche inganno mediatico.

 

Bibliografia ed approfondimenti:

Calder PC. Feeding the immune system. Proceedings of the Nutrition Society. 2013; 72(3): 299-309

Harvard Health Publishing. Harvard Medical School. How to boost your immune system 2017

Integratori. Istituto Superiore di Sanità (www.issalute.it)

Consiglio per la ricerca in l’agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA). Linee Guida per una sana alimentazione italiana (2018)

 

Bibliografia ed approfondimenti per le uniche indicazioni valide contro il Coronavirus SARS-CoV-2:

WHO, World Health Organization

Ministero della Salute

Istituto Superiore di Sanità

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