Il prodotto fresco, comprato e messo in tavola è tutta un’altra storia, lo sappiamo bene.

Tuttavia, vorrei spezzare una lancia a favore dei prodotti surgelati che, invece, non godono della stessa buona fama.

Per surgelazione si intende un:

“processo di conservazione degli alimenti che assicura il mantenimento delle caratteristiche organolettiche per lungo tempo. Durante la surgelazione la temperatura del prodotto fresco viene rapidamente portata a −18 °C, per evitare la rottura delle fibre alimentari, e viene così mantenuta ininterrottamente a valori inferiori o uguali.”

Quindi, quando parliamo di un prodotto surgelato, stiamo parlando di un prodotto fresco che è stato rapidamente portato a -18°C e così mantenuto; non di un prodotto di scarto.

Va un po’ sfatata l’idea che i cibi freschi, una volta surgelati, perdano il loro potere nutrizionale. Quando il procedimento di surgelazione viene effettuato in modo corretto e i cibi freschi vengono portati a una temperatura di -18°C in tempi molto rapidi, l’acqua contenuta al loro interno forma dei cristalli di ghiaccio molto piccoli e ugualmente distribuiti che causano alle cellule dell’alimento lesioni irrilevanti, mantenendo una buona tessitura e la qualità originaria. Non va poi dimenticato che le basse temperature bloccano anche l’attività di enzimi e batteri che, a temperatura ambiente, decompongono invece l’alimento.

Perciò, volendolo valutare sotto diversi aspetti, il prodotto surgelato è un prodotto nutrizionalmente valido, sicuro e igienicamente controllato, che può rivelarsi comodissimo per tutte quelle persone che non hanno la possibilità di uscire continuamente per comprare dei prodotti freschi, per avere sempre a disposizione verdure o pesce, ad esempio, che sono alimenti cardine di una dieta corretta e per evitare sprechi alimentari dovuti all’acquisto eccessivo di prodotti freschi che poi, per mancanza di tempo e per l’alta deperibilità, non vengono consumati.

Non è di certo l’alimento perfetto, ovviamente, anche il prodotto surgelato ha dei lati negativi come un sapore sicuramente meno deciso e un costo ambientale non irrilevante per le fasi di produzione e di mantenimento nelle celle frigorifere. Tuttavia, se usciamo dall’ottica di vedere tutto bianco o nero, possiamo accorgerci che anche esso può rivelarsi un prezioso alleato. Non si tratta, infatti, di preferirlo in modo assoluto o di sostituirlo al prodotto fresco, ma di imparare ad utilizzarli entrambi consapevolmente, in modo da apprezzarne le caratteristiche positive e limitare, invece, gli aspetti negativi. Chissà, magari la comodità, in questo caso, può aiutarci a introdurre qualche buona abitudine.

 

Bibliografia ed approfondimenti:

Consiglio per la ricerca in l’agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA). Linee Guida per una sana alimentazione italiana

Istituto Superiore di Sanità. Alimentazione sicura in ambito domestico: obiettivi e raccomandazioni per la prevenzione e sorveglianza delle tossinfezioni alimentari.

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