Quando parliamo di prodotti congelati o surgelati, la questione è sempre molto delicata e porta con sé delle opinioni spesso discordanti. Non solo sul loro utilizzo, ma anche sulle modalità di consumo. Qualche settimana fa abbiamo visto come, da un punto di vista nutrizionale, sia assolutamente corretto utilizzare prodotti congelati, e come questi possono rivelarsi degli ottimi alleati per una spesa settimanale ben organizzata. Tuttavia, sebbene siano un aiuto indiscusso in cucina, dobbiamo fare attenzione ad utilizzarli anche nel modo corretto per evitare spiacevoli inconvenienti.

Infatti, in casa si cade spesso nell’errore di trattare il congelatore con un po’ di leggerezza: ci mettiamo prodotti freschi, alimenti già cotti, li congeliamo, li decongeliamo, li ricongeliamo…

Eppure, questi sono passaggi fondamentali che non devono essere sottovalutati.

Infatti, il congelamento degli alimenti a -18 gradi provoca un arresto dello sviluppo di microrganismi, ma non elimina né i batteri né i virus. Con lo scongelamento, i batteri presenti possono riprendere la loro vitalità e, se le condizioni di tempo e di temperatura lo consentono, possono anche moltiplicarsi in maniera esponenziale tanto da raggiungere quantitativi nocivi per la salute. Questa quantità di microrganismi, una volta presente, può essere inattivata solo con temperature elevate come quelle raggiunte con la cottura.

Per questo motivo, il prodotto scongelato si può ricongelare per una seconda volta solo se è stato precedentemente cotto. Possiamo scongelare, cuocere e ricongelare un prodotto; mentre è assolutamente non corretto scongelare e ricongelare senza che il prodotto sia stato cotto. Senza la cottura si rischia di aumentare il rischio di contaminazione proprio da parte di quei batteri o virus che in origine erano presenti nell’alimento crudo e che erano stati solo “silenziati” dal congelatore.

Per una maggiore sicurezza, dovremmo anche ricordarci che i modi migliori per scongelare un prodotto congelato o surgelato sono quelli che utilizzano un passaggio intermedio, ad esempio in frigorifero, o nel forno a microonde (lasciando uno spazio di circa 5 cm fra l’alimento e le pareti in modo da permettere al calore di circolare) o anche a bagnomaria, cambiando l’acqua ogni 30 minuti se si desidera una maggiore rapidità del processo. Non è invece opportuno scongelare gli alimenti direttamente in acqua (per la possibile perdita di nutrienti), né lasciarli a temperatura ambiente all’esterno del frigorifero, per il rischio di contaminazione e crescita batterica.
Insomma, come sempre sono piccole attenzioni… ma ormai sappiamo che sono proprio queste che fanno la differenza. In questo caso possono anche evitarci spiacevoli inconvenienti!

 

Bibliografia ed approfondimenti: 

Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN). Linee Guida per una sana alimentazione italiana

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